Casa Lungardo: i primi 4 mesi

Casa Lungardo: i primi 4 mesi

21 Luglio 2025

Sono passati quattro mesi dal trasferimento di Casa Polit diventata, con il cambio di sede, Casa Lungardo.
Nella nuova Comunità Alloggio per persone con disabilità vivono (nomi di fantasia): Gioia, Luciana, Rossella, Nilo, Francesco, Debora, Fabrizio e Fernanda.
Con loro questo weekend ci sono anche Marcello e Maurizio, in accoglienza programmata. Oggi di turno ci sono l’operatore Pietro e l’educatrice Silvia.

Ci sediamo attorno al grande tavolo della sala da pranzo e iniziamo la nostra chiacchierata chiedendo agli ospiti di raccontarci come sono andati questi primi quattro mesi nella nuova casa. 

Luciana e Gioia non hanno dubbi: si sta meglio qui. La casa è tutta nuova e bella.
Per Fernanda è anche molto comoda perché posizionata proprio sopra Borgo 77 il Centro Diurno che frequenta.
A Maurizio piace molto la zona, anche se è un po’ fuori dal centro.

Per Fabrizio invece Casa Polit rimane il posto dei ricordi, di un pezzo di vita, vent’anni, vissuta tra quelle mura. Il cambio non è stato semplice perché: “ci si affeziona anche ai luoghi”. 

La giornata tipo a Casa Lungardo 

La mattina la sveglia suona alle sette, per tutti, tranne che per Rossella che a quell’ora si trova già alla fermata dell’autobus per raggiungere il posto di lavoro. Il suo turno alla De Rigo inizia alle otto e finisce a mezzogiorno. Il lavoro le piace e il rapporto con i colleghi è molto buono.

Anche Debora ha un lavoro che la impiega da metà mattina fino alle 17:00.

Francesco il mercoledì  è impegnato con un’attività presso la sede dell’Odar: “inizio alle dieci, come i manager” scherza. 

Gli altri ospiti frequentano i Centri Diurni di Società Nuova a Belluno: Borgo 77, Arte In Parte, Intreccio e Acquarello.
Finita la giornata di lavoro e di frequenza dei vari laboratori, gli ospiti si ritrovano a Casa Lungardo prima della cena tutti insieme.

La sera si guarda Un posto al sole o si sceglie un film, a turno.
Tra i generi più amati ci sono i film gialli e i western.
Oggi la scelta tocca a Gioia, ma lei cede volentieri l’opportunità perché ama andare a letto presto e ascoltare un audiolibro prima di addormentarsi. 

Far mestieri e da mangiare

A Casa Lungardo i ruoli sono ben divisi e si alternano di settimana in settimana.

C’è chi si occupa di apparecchiare e sparecchiare la tavola, chi lava i piatti e chi li asciuga.
Rossella fa il bucato, mentre la spazzatura la butta Fernanda.
Nilo pensa alle pulizie nel weekend e durante la settimana si occupa della spesa

Fernanda ammette di essere quella del gruppo che, se riesce, si sottrae volentieri alle faccende domestiche.
Gioia invece vorrebbe fare di più. Oggi, ad esempio, non c’era Debora ad aiutare Nilo e lei si è offerta molto volentieri di aiutarlo perchè: “a me piace fare i mestieri”.

Anche in cucina gli ospiti sono molto attivi, affiancati dagli operatori e dalle operatrici, si occupano di preparare il pranzo e la cena.
Nel menù di questa settimana ci sono: uova sode con tegoline, tacchino con cavolini al forno, pasta fredda e cous cous con le verdure.
Il pesce, piatto preferito di Marcello e Maurizio, è in menù il venerdì.
Non mancano poi le uscite al ristorante: questa sera in programma c’è la cena alla Trappola, in centro città. 

Fabrizio ci racconta di quando ha imparato a preparare il pasticcio, insieme Giusy l’operatrice  che gli ha insegnato anche a fare il suo dolce preferito: il tiramisù, seguendo scrupolosamente la ricetta originale, quella con i Savoiardi.

Le dinamiche in Casa Lungardo sono le tipiche di un’abitazione condivisa: a volte bisogna trovare dei compromessi (con tre bagni la fila, per fortuna, non è un problema). 

A supporto quotidiano ci sono gli educatori, insieme agli operatori: professionisti che sanno ascoltare, osservare e rispettare i tempi di ciascuno.

In una convivenza di questo tipo gesti quotidiani e piccoli equilibri sono molto importanti, la presenza degli operatori e degli educatori fa la differenza. Conoscono gli ospiti e ne intuiscono gli stati d’animo, i bisogni e le risorse. Sono presenti quando serve una mediazione nei rapporti e facilitano la creazione di un clima grazie al quale quale tutti possono sentirsi a casa. 

Passatempi 

Gioia ama scrivere poesie, leggere e disegnare. I suoi disegni sono ricchi di forme geometriche che si ripetono e alternano, con abbinamenti di colori in sequenza. Ci mostra il libro sulla mostra Cinetismo cromatico, visitata da poco e che le è piaciuta particolarmente. Tra i romanzi sul suo comodino ci sono i grandi classici, anche di generi molto diversi: da Alda Merini a Stephen King.

Francesco ama leggere il giornale ed essere sempre informato su quanto accade in provincia, soprattutto nella zona dell’Agordino. Poi fa la rassegna stampa per tutti. 

Maurizio ama i cani, gli piacerebbe averne uno da portare a spasso.

Rossella invece lavora a maglia, ha fatto anche delle sciarpe, mentre Luciana e Marcello lavorano con il filo nelle attività del Centro Diurni Acquarello.

“A Casa Polit”, raccontano gli ospiti, facevamo anche l’orto “magari ci organizziamo e iniziamo a farlo anche qui”.

Per il futuro…

Quali sono le prospettive per il futuro a Casa Lungardo?

Il primo lavoro da fare è la sistemazione della terrazza che è ampia ma va adattata alle esigenze degli ospiti e poi il fissaggio delle mensole in camera di Gioia per sistemare tutti i suoi libri.

Qualcuno azzarda l’ipotesi di realizzare una bella piscina in terrazza, l’idea scatena un’ovazione generale, ma si torna subito con i piedi per terra: è un progetto troppo ambizioso “mi accontento delle vacanze al mare o di un giro al parco acquatico” dice Luciana “quest’anno sono stata al parco acquatico Aquafollie di Caorle con la Comunità ed è stato bellissimo.”

La nostra chiacchierata si conclude bevendo insieme un bicchiere di tè freddo alla pesca e con la promessa di altri incontri per conoscere le novità di Casa Lungardo.
Come si dice in questi casi Stay tuned…