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18/02/2020

Tirocinio e lavoro. Il racconto di Ilaria, educatrice del Centro Aliante


Ilaria è una ragazza precisa e puntuale. Mancano 5 minuti al nostro appuntamento ma lei è già sulla porta, pronta a raccontarsi sulle pagine di #socIO, la rubrica che incontra i soci lavoratori di Società Nuova e illustra le attività della Cooperativa attraverso le esperienze di chi ci lavora ogni giorno.


Ilaria, educatrice professionale, ha 25 anni ed è la più giovane tra i soci che abbiamo fino ad ora incontrato. Ha conosciuto Società Nuova nel 2016 quando ha svolto un tirocinio di 400 ore presso il Centro Aliante, dedicato a bambini e ragazzi con diagnosi di disturbo autistico


L’esperienza lavorativa, parte integrante del suo percorso di studio, è stata così importante da diventare l’oggetto della sua tesi di laurea. In particolare Ilaria ha analizzato il progetto fattoria: realizzato in collaborazione con la Società Agricola Col Belin, di Castion.

“Prendersi cura degli animali, imparando a gestire tempi e mansioni, seppur semplici, è un’esperienza positiva per i ragazzi, che hanno così la possibilità di sviluppare capacità ed autonomie in un ambiente sereno. Al tempo stesso il progetto fattoria è stato un’occasione di confronto e interazione con il contesto sociale, attività questa per niente scontata quando a svolgerla è una persona con diagnosi dello spettro autistico.”


Dal 2017 Ilaria è una delle educatrici del Centro Aliante, frequentato da 8 bambini e ragazzi tra i 6 e i 16 anni. “Il tirocinio è stato un ottimo strumento per capire, sul campo, quale sarebbe stato il mio lavoro dopo la laurea. Il percorso di studi era finalizzato ad acquisire la competenze per lavorare in più ambiti tra cui anche la disabilità di cui oggi mi occupo.” 


Puoi spiegarci più nel dettaglio quale è il tuo compito?

“All’interno del Centro Aliante, io e gli altri educatori, realizziamo dei progetti individualizzati, tarati sulle esigenze di ogni ragazzo, al fine di aiutare ognuno di loro a sviluppare le proprie autonomie quotidiane e ad implementare le modalità di relazione con le altre persone. Attualmente il rapporto è di un educatore per ogni bambino, metodologia che permette di seguire al meglio il percorso di ognuno, rispettandone i tempi. E i progressi si vedono.”


Ci puoi fare un esempio?

“Posso raccontarti di un bambino che è stato bravissimo nel superare alcune barriere alimentari. La selettività alimentare è infatti una delle caratteristiche delle persone con diagnosi dello spettro autistico che le porta a consumare solo i pochi cibi che conoscono e a rifiutare, in maniera categorica, di assaggiarne di nuovi. Grazie al lavoro fatto ad Aliante e all’indispensabile collaborazione delle maestre e della famiglia, il bambino è riuscito ad ampliare la varietà di cibi, aggiungendo nuovi piatti alla sua dieta.”


Quanto è importante costruire una collaborazione attiva con le famiglie? 

“Fondamentale. Grazie al supporto delle famiglie è possibile portare avanti dei progetti personalizzati e consolidare i progressi fatti, durante le ore di frequenza, nella vita di tutti i giorni.”


Da due anni lavori a Società Nuova, hai incontrato delle difficoltà e quali sono, a tuo avviso, i punti di forza della Cooperativa?

“Società Nuova è una realtà variegata, i servizi che offre sono molteplici e riguardano diversi ambiti, conoscere tutti i colleghi è difficile ma per fortuna non mancano le occasioni di incontro e confronto, utili a crescere sia nell’offerta dei servizi, sia come comunità che si riconosce in un percorso di utilità sociale.”