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13/05/2020

In questo periodo il bello è…


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo periodo il bello è…

Cosa ci ha regalato la quarantena. 

 

La quarantena non è una cosa bella, lo sappiamo. Il virus ci ha costretti a cambiare la nostra quotidianità, a seguire rigide regole e a stare lontano dagli affetti. La quarantena però ci ha permesso anche di fare delle scoperte. Lo ha capito bene Anna, educatrice al Centro Diurno per persone con disabilità della Cooperativa Società Nuova, ad Agordo. 

Dall’intuizione all’idea il passo è stato breve. Anna ha raggiunto virtualmente alcuni dei ragazzi che solitamente frequentano il Centro e ha chiesto loro di raccontare qualcosa di bello che hanno scoperto, o riscoperto, durante questi due mesi di isolamento. 

 

Alex ha scoperto di essere un valido meccanico, riuscendo ad aiutare il papà nell’aggiustare l’ape. Lo vediamo nella foto che ha inviato con le mani sporche di olio, il toni blu da lavoro e il mezzo ribaltato alle sue spalle, in fase di sistemazione. Complimenti Alex, ottimo lavoro! 


Anche Simone aiuta il papà nelle manutenzioni casalinghe. Nella foto che ha mandato lo vediamo sorridente mentre sistema il giardino e ci fa notare che porta i guanti “dato che mi dovrò abituare a tenerli”, dice, “tanto vale iniziare subito.”


Chiara M. ha passato il suo tempo in quarantena guardando i documentari in tv, sognando forse di poter raggiungere qualche meta esotica oppure di partecipare ancora alle uscite organizzate con i compagni del Centro Diurno. Una foto di lei sorridente e un bell’arcobaleno accompagnano la sua lettera.


Loris in queste lunghe settimane ha potuto apprezzare quelle piccole grandi cose che, come dice lui solitamente perdiamo per strada. Osservare le sue sorelle ad esempio: Greta che cucina (di solito non lo fa) e Asia che mette in ordine le sue cose. In altre parole stare in famiglia, dimenticando la fretta e avendo finalmente il tempo da dedicare alle persone a cui vogliamo bene.


C’è chi durante la quarantena ha sentito ancora più forte la necessità di stare vicino ai propri cari e ha trovato un modo diverso per farlo. Chiara R. ha mandato un bellissimo disegno nel quale il suo grande cuore abbraccia i genitori in maniera virtuale, insegnandoci che le distanze si possono colmare con i colori e la fantasia.


Stefanut ha apprezzato il silenzio: nel suo disegno la parola silenzio ha i colori dell’arcobaleno e, sotto un sole splendente, Stefanut ha disegnato se stesso in compagnia dei suoi genitori, separati solo dal regolamentare metro di distanza. 


Denis durante la quarantena si è riscoperto cuoco. I ben informati dicono che le sue meringhe sono buonissime. A fargli compagnia, una volta uscito dalla cucina, c’è il caminetto acceso: “in questo periodo mi piace stare davanti al fuoco, bruciare le sterpaglie ed ascoltare in silenzio il loro crepitio tra le fiamme: concilia la riflessione e mi fa star bene con me stesso.”


Anche Alessandro ha riscoperto il silenzio che definisce come una cosa strana da provare per lui abituato a stare al Centro Diurno dove si chiacchiera e si fanno diverse attività, a volte anche rumorose. Il silenzio ha dato modo ad Alessandro di esprimere la sua vena poetica regalandoci una preghiera 2.0 che recita così: “caro Gesù, puoi per favore cancellare e reinstallare il 2020… ha un virus. Grazie.”



Con le loro risposte i ragazzi del Centro Diurno di Agordo ci ha fatto capire che le cose belle ci sono, basta saperle cercare. All’inizio può essere difficile, come quando abbiamo chiuso le porte delle nostre case per difenderci dal virus. Ora, un po’ alla volta, quelle porte si stanno aprendo di nuovo ma non dimenticheremo quanto di bello abbiamo riscoperto e ci impegneremo per non dimenticarcene.