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02/04/2019

Impara l’arte e mettila in pratica: Patrizia e il laboratorio di ceramica.


Oggi, per la terza intervista della rubrica #socIO ci spostiamo ad Agordo, per incontrare Patrizia Furlan: socia lavoratrice della nostra Cooperativa dal 1985, OSS del Centro Diurno.

Sono passati 34 anni dall’inizio della sua avventura a Società Nuova, un’avventura che è stata, e per Patrizia continua ad essere tuttora, caratterizzata da una visione chiara di cosa significhi essere socio.

Patrizia lo dice chiaramente mentre chiacchiera con noi: “Essere socio significa credere nei valori che la nostra Cooperativa propugna: l’inclusione sociale delle persone svantaggiate, l’attenzione al territorio, la formazione delle persone, sono fondamenti che in altre realtà non ho riscontrato. Tanto è vero che molti di noi sono disposti a impiegare il loro tempo, anche fuori dall’orario di lavoro, per contribuire alle attività e ai progetti di Società Nuova.

Patrizia puoi raccontarci un’esperienza lavorativa che sia un esempio concreto di quanto ci hai appena raccontato?


Certamente. Sai qual è stata la mia prima occupazione quando ho iniziato a lavorare a Società Nuova? Ero accompagnatrice sui nostri mezzi di trasporto, mi occupavo della sicurezza e di aiutare gli utenti durante il percorso casa - centro diurno (salire e scendere dal pulmino, sedersi correttamente ecc…)  

Non era esattamente quello che avrei voluto fare dopo la scuola.
Io mi sono diplomata come maestra d’arte e mi sarebbe piaciuto applicare le mie competenze in ambito scolastico, ma quando ho iniziato a conoscere la Cooperativa mi sono innamorata di questo lavoro. Ho deciso di seguire il corso OSS per acquisire migliori strumenti per rispondere meglio alle esigenze dei nostri utenti.


La Cooperativa, viste le mie competenze, mi ha chiesto di mettere in piedi il laboratorio di ceramica.
È stato fantastico. I nostri utenti sono diventati protagonisti attivi, in ogni fase della lavorazione. In poco meno di un anno sono riusciti a trasformare una pallina d’argilla in una paperella dipinta.
Senza contare poi che la possibilità di personalizzare ogni manufatto è stata l’occasione per esprimere se stessi, attraverso forme e colori, in modo libero e divertente.


Modellare l’argilla è stato, per gli utenti del nostro Centro, un mezzo per imparare a coordinare i movimenti, a dosare la forza e migliorare la manualità, ma anche e soprattutto un lavoro a tutti gli effetti. Un lavoro che ha dato ad ogni persona uno scopo, un arricchimento delle proprie capacità tecniche, che li ha portati ad essere maestri di mestiere.


Il laboratorio di ceramica infatti non è stato un’esperienza chiusa tra le mura del Centro, ma un progetto vivo e capace di coinvolgere altre realtà del territorio.
I nostri utenti hanno tenuto dei corsi alla scuola media di Agordo, insegnando ai ragazzi a lavorare l’argilla, favorendo una contaminazione positiva, che forse oggi manca.


Per un lungo periodo i nostri lavori andavano a ruba nelle bancarelle di tre mercati alla settimana: Agordo, Falcade e Alleghe. La nostra soddisfazione era altissima, l’entusiasmo dei nostri utenti era palpabile e in quei momenti ho realizzato che il lavoro che facciamo ci arricchisce come persone, prima ancora che come lavoratori, regalandoci la possibilità di esprimere noi stessi, le nostre abilità e le nostre attitudini.


Negli anni la normativa è cambiata. I nostri Centri erano infatti CEOD Centri Educativi Occupazionali Diurni, il cui scopo principale era quello di dare agli utenti delle competenze lavorative e con esse un ruolo attivo nel tessuto sociale.
Oggi le attività lavorative sono state, in parte, sostituite da attività più incentrate sulla costruzione delle relazioni interpersonali, sullo sviluppo dell’autonomia personale e della riabilitazione fisica.


Sono orgogliosa del percorso fatto in questi anni, durante i quali ho potuto anche seguire i corsi di formazione che la Cooperativa ha offerto ai propri soci: sono stati per me veri momenti di crescita, esperienze concrete capaci di valorizzare il nostro vissuto emotivo, e di indagare aspetti personali che spesso diamo per scontati o che non prendiamo in considerazione.”