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14/09/2020

Eleonora: idee chiare ed una nuova consapevolezza


Continuano le interviste della rubrica #socIO che ad ogni puntata ti fanno conoscere un pezzetto della Cooperativa Società Nuova, attraverso le esperienze di chi ci lavora ogni giorno.


L’Intervista del mese scorso ci ha portati negli uffici di Lavoro Associato, il ramo della Cooperativa che si occupa di inserimenti lavorativi. Per la chiacchiera odierna rimaniamo in un ufficio ma ci spostiamo in via Lungardo, sede della Cooperativa e dell'area amministrativa.  


Ed è proprio nell’ufficio all’entrata che troviamo Eleonora Cariboni. La falcadina con l’accento milanese, che ti saluta sempre con un sorriso. Eleonora è una delle ragazze dell’Amministrazione. I numeri sono il suo pane quotidiano. Fare i conti è la sua passione e si diverte quando non tornano perché così può farli di nuovo fino a quando non filano. “È bellissima la sensazione di gioia che provo quando risolvo qualche arcano matematico!” dice lei.


Eleonora ha iniziato a lavorare a Società Nuova nel 2017 per una sostituzione maternità. Da allora è rimasta come socia lavoratrice.


Avere la possibilità di fare il colloquio qui è stato davvero un colpo di fortuna. La Cooperativa aveva bisogno di qualcuno che sostituisse la collega per il periodo della maternità e io avevo bisogno di cambiare lavoro. Il lavoro che facevo prima, in un settore completamente diverso da quello del sociale, mi piaceva molto. A non piacermi però erano le continue tensioni che vivevo in azienda. La parola d’ordine era profitto. A scapito di tutte quelle cose che, lavorando a Società Nuova, ho scoperto come indispensabili.


Spiegaci meglio cosa intendi dire.


Lavorando in una realtà che appartiene al terzo settore ho maturato una consapevolezza che prima mi mancava su tematiche sociali che non conoscevo neppure

Ti faccio un esempio ma potrei portarne altri.

I nostri uffici si trovano accanto al Centro Diurno per persone con disabilità. Capita spesso quindi di incontrare i ragazzi del Centro e di scambiare con loro delle battute. Ricordo che nel primo periodo ero titubante. Non sapevo come mi dovevo comportare. Se fossi tenuta o meno ad assumere un comportamento piuttosto che un altro. Temevo di sbagliare. Poi ho capito che lo sbaglio vero è quello di evitare ciò che non si conosce. Credo che aver maturato questa consapevolezza significhi anche essere migliorata come persona. E non è poco."


Come è lavorare nel terzo settore per te che vieni da realtà completamente opposte? Puoi fare un confronto?


“I servizi che le realtà del terzo settore offrono, nell’area della disabilità ma anche in tanti altri ambiti, sono fondamentali. Senza le Cooperative Sociali, e tutto il mondo del terzo settore, a molte persone mancherebbe un supporto indispensabile che nessun’altro altrimenti fornirebbe.

Considerando quindi il lavoro che realtà come Società Nuova portano avanti mi piacerebbe che il nostro ruolo fosse maggiormente riconosciuto, anche dal punto di vista contrattuale.

E poi credo che il settore cooperativo dovrebbe maturare una maggiore capacità gestionale ed organizzativa. Se c’è qualcosa che dobbiamo imparare dal privato è come creare valore economico, per non dover sempre dipendere da enti terzi, con i quali collaboriamo bene ma a cui spesso, e purtroppo, mancano le risorse.”


Cosa significa essere una socia lavoratrice?


“All’inizio di questa esperienza lavorativa non capivo perché i lavoratori fossero anche soci. Credevo che se sei un lavoratore fai già parte dell’azienda. Invece non è così. Ora lo so. Essere socio significa anche essere responsabile di come si muove la realtà dove lavori. Il contributo che ognuno di noi porta non è solo economico, è principalmente di mentalità. Quando diventi socio sei parte di un tutto. Ti impegni nella costruzione di un percorso comune, che ha importanti finalità. E puoi esprimere la tua opinione, che vale quanto quella di un altro socio. Questa non è una cosa da poco. Prova a chiedere a chi lavora in altri settori se ha le nostre stesse opportunità.”