indietro

11/12/2020

Anna Marcon: socia lavoratrice dal 2004


L’educativa domiciliare

“Mi sono laureata in
Scienze dell’Educazione nel luglio del 2004 a Ferrara e in autunno ho iniziato a lavorare con Società Nuova come educatrice domiciliare per minori in situazione di vulnerabilità. Il mio compito era dare un sostegno a bambini e ragazzi in età evolutiva (molti di loro erano in età scolare 6-15 anni ma non sono mancati i più piccoli) e alle loro famiglie che abitavano nel territorio dell’agordino e che, per motivi diversi, vivevano dei disagi. Mi sono confrontata con difficoltà legate a conflitti, separazioni, abuso di sostanze, oppure di tipo scolastico, di povertà sociale, di mancanza di una rete familiare e a volte oggetto di provvedimenti giudiziari da parte del Tribunale dei Minorenni e in carico alla tutela minori o al consultorio Familiare  dell'Aulss con cui mi interfacciavo quotidianamente.

 

Ho girato in lungo e in largo, scoprendo posti meravigliosi dell'agordino che da sempre è il mio territorio e che ritengo il "più bello" in assoluto.  Ho vissuto anche qualche avventura: mi capitò  di dover raggiungere una frazione a piedi, lungo un sentiero dove non poteva passare neppure un carretto, figuriamoci un’auto. Non sono mancate le peripezie per raggiungere posti isolati ad alta quota in inverni molto nevosi. Ho dovuto imparare a mettere e togliere le catene, a non spaventarmi per gli innumerevoli animali che attraversavano la strada e ho portato tanta pazienza con le greggi che immancabilmente trovavo sulla mia via. 

Mi sono occupata dell’educativa domiciliare per molti anni, fino al 2012 e in questo lungo periodo di tempo ho incontrato le persone più diverse e conosciuto situazioni difficili. Il mio lavoro mi piaceva perchè mi dava la possibilità di dare una mano. Il sostegno di un’educatrice può fare la differenza. Incontrare i bambini e i ragazzi, tendere una mano, dar loro delle alternative, delle proposte che possano stimolare la quotidianità sono azioni capaci di trascinarli fuori da un contesto che per loro significa sofferenza. E poi ci sono stati gli abbracci, i lunghi abbracci. I disegni che mi hanno regalato, i sorrisi e le loro mani che stringevano le mie, le famiglie che a distanza di tempo ancora mi cercavano anche solo per un confronto sugli aspetti educativi e di crescita dei figli, per un supporto a distanza, per una condivisione sull'andamento generale della famiglia o per una chiacchierata. C'è chi ancora oggi mi telefona per alcune occasioni importanti. Tutto questo ha lasciato un segno indelebile nella mia persona ed ha contribuito molto alla mia crescita professionale.


 

Il Centro Diurno per persone con disabilità

 

Nel 2012 in seguito all’aggiudicazione del servizio di sostegno educativo domiciliare ad un'altra cooperativa, Anna passa al Centro Diurno per persone con disabilità, con sede ad Agordo. 

“La gestione del servizio di educativa domiciliare nel quale ho lavorato per quasi dieci anni non era più appaltata a Società Nuova ed io non sapevo con esattezza se avrei potuto perdere il lavoro. Sono grata a Società Nuova per avermi proposto una nuova esperienza in un servizio completamente diverso, dandomi così la possibilità di rimanere socia lavoratrice della Cooperativa.

Il Centro Diurno per persone con disabilità era tutta un’altra cosa. Un’altra bella scoperta. Mi approcciavo per la prima volta al mondo della disabilità mettendomi così a alla prova, con la possibilità di crescere lavorativamente e di conoscere molte persone con cui nel tempo ho instaurato un rapporto di grande stima ed amicizia.

Da  quasi nove  anni sono una delle educatrici del CD Agordo. L'educatrice nel Centro Diurno osserva, pianifica, progetta interventi educativi elaborati con il sostegno di un'equipe multidisciplinare ed uno scambio costante con le famiglie. È fondamentale il lavoro di equipe con le altre figure: la coordinatrice, gli operatori socio sanitari, l'assistente sociale dell'Aulss, i terapisti e i professionisti esterni. 

Io sono l’educatrice di riferimento per otto ragazzi che frequentano il Centro, organizzo per loro progetti dedicati allo sviluppo delle autonomie, al mantenimento delle capacità residue, allo sviluppo di competenze occupazionali, sociali e relazionali utili al benessere mentale, psicologico ed emotivo dentro e fuori il Centro.  A tal proposito negli anni mi sono dedicata, per mio particolare interesse in materia, a progetti relativi alle competenze emozionali, alle abilità sociali, alle capacità di ascolto e rilassamento con tecniche studiate ad hoc. Questi progetti periodici mi danno grande soddisfazione per l'alta motivazione dimostrata dai ragazzi che ne prendono parte e perchè diventano occasioni per prendersi del tempo, quasi fosse una "coccola" che i ragazzi attendono e che ci restituisce grande affetto e complicità. 

L'altro aspetto a cui mi dedico con piacere per mia naturale attenzione ed interesse sono le iniziative motorio-sportive da proporre ai ragazzi ritenendo fondamentale per loro potersi cimentare in alcune "sfide" alla loro portata. Da alcuni anni ad esempio siamo riusciti a preparare un gruppo di ragazzi per la partecipazione alla "24ore di San Martino" con precedente lungo periodo di allenamento fatto di camminate veloci, corse e straching lungo la ciclabile di Agordo e nel campo di atletica. Occasioni simili rappresentano un’importante possibilità di inclusione.  

 

Tutto questo prima del Covid

 

Riorganizzare le attività non è stato semplice ma non tutto il male viene per nuocere. Il nuovo assetto ha portato dei cambiamenti. Alcune persone che prima mal si sopportavano e che frequentavano gruppi diversi, ora devono imparare a convivere, a smussare i loro spigoli. Mentre c’è chi, cambiando laboratorio, ha maturato un piacere mai visto prima nello svolgere le attività e nel partecipare con gli altri alla vita del Centro.

 

 

Alcuni ragazzi e le loro famiglie hanno fatto una scelta di precauzione, decidendo di non frequentare per questo periodo. Per loro organizziamo specifiche attività da svolgere a casa, portando e ritirando a domicilio dei kit di lavoro specificamente pensati per la persona.  C’è chi si occupa di stilare il bollettino meteorologico e chi annota gli avvenimenti della sua giornata. Con i più tecnologici ci video-chiamiamo su Whatsapp o facciamo pervenire dei video grazie anche a professionisti esterni (esperta di yoga, insegnante di educazione motoria, cuochi...)  che si sono dimostrati particolarmente attenti e disponibili ai bisogni del momento. 

Al Centro Diurno di Agordo ci sono altre due educatrici, più la nostra coordinatrice, con le quali divido il lavoro del “dietro le quinte”, fatto di variabili che cambiano giornalmente, gestione degli imprevisti e bisogni immediati. Ognuna di noi si occupa di un particolare aspetto organizzativo e non è mai venuta meno la collaborazione. Questo è fondamentale per il buon funzionamento del servizio.”

 

L’attività amministrativa

 

“Da qualche anno, quando uno storico educatore del Centro è uscito per la pensione, mi è stato  passato il testimone per alcune mansioni non prettamente educative ma altrettanto importanti. Mi occupo della gestione della cassa con relativa compilazione della nota spesa, l'annotazione delle presenze,  giornaliere e mensili, e l'invio delle stesse agli uffici di competenza della sede centrale di Belluno. E poi ancora l'inserimento sul portale regionale Atlante, la prenotazione dei pasti con la mensa dell'ospedale e il calcolo a fine mese per l'emissione della fattura di pagamento, il ritiro dei giustificativi di spesa di carburanti e di manutenzione ordinaria e straordinaria dei mezzi usati per i trasporti. 

Inizialmente ero un po' preoccupata per questi incarichi non prettamente confacenti la mia professione ma grazie al costante supporto di Eleonora e Tatiana, la brave maestre dell'amministrazione di Belluno,  ora ho raggiunto una buona autonomia e svolgo con piacere anche questa parte.“ 

 

Cosa significa per te essere una socia lavoratrice di Società Nuova? 

 

“A dire il vero sento di non essere molto attiva nella vita della Cooperativa. Partecipo volentieri alle occasioni particolari, come ad esempio il Lungardo In Fest, cerco di essere presente alle assemblee ma non mi sono mai messa in gioco da questo punto di vista. Non ho neppure mai usufruito delle agevolazioni ma posso dire che ogni volta che ho avanzato una richiesta non mi è mai stato risposto no, anzi il supporto alle mie necessità non è mai mancato. 

Un consiglio? Facilitare la comunicazione verso i soci lavoratori delle opportunità che ci sono e che spesso non sappiamo cogliere proprio perchè non le conosciamo fino in fondo.”

Già perché il virus ha cambiato anche l’organizzazione dei gruppi all’interno del Centro Diurno. Ora i ragazzi sono divisi non più in base alle loro abilità ma in base alla loro provenienza territoriale, per il semplice fatto che molti di loro raggiungono il Centro a bordo del pulmino, condividendo di fatto già uno spazio.

 

La rubrica #socIO torna ad Agordo per intervistare Anna Marcon, dal 2004 socia lavoratrice della Cooperativa Società Nuova.
Oggi Anna lavora al Centro Diurno per persone con disabilità ma la sua esperienza è iniziata on the road.